Olii Rituali – Aceite – Olio Di Abramelin

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Formato: 10 ml
Prodotto: Olii Rituali | Aceite  – Olio Di Abramelin
Codice Articolo: RTL1207
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Olii Rituali – Aceite – Olio Di Abramelin
Approfondimenti:

I fluidi sono formule preparate con erbe ed essenze che a livello simbolico si impiegano nella tradizione Umbanda per sintonizzarsi con le varie forze spirituali del creato per ottener ogni tipo di benedizione o per impetrare l’aiuto degli Orixàs. Vengono preparati secondo i più rigidi precetti Umbandista ed importati direttamente dal Brasile.

Utilizzi Esoterici:

Pregiata miscela aromatica di essenze preparata secondo la formula originale tratta da antichi antichi testi attribuiti al mago Abramelin. si impiega nell’unzione di candele e nell’esecuzione di pratiche planetarie di consacrazione e benedizione di sigilli, oggetti e supporti esoterici.

Istruzioni:

L’immagine è puramente esemplificativa. La confezione può essere in plastica o in vetro.

Glossario Magico

Gli Aceites sono miscele di olii ed erbe selezionate che si impiegano normalmente nell’unzione di candele, nella preparazione di lampade e nelle differenti pratiche di attrazione. Si impiegano altresì per consacrare oggetti o per caricare medaglie e talismani. La vestizione di un oggetto mediante olio fa parte della magia da tempi immemorabili, se ne trovano tracce nell’antico Egitto e nella Bibbia. Esistono moltissimi tipi di olii, quelli che portano il nome di un Santo sono preparati con le essenze sacre a quella particolare entità e ne catalizzano il potere attribuito dalla tradizione, altri invece sono composti da erbe ed estratti in base ad un proposito specifico. Alcuni olii essenziali, a causa del loro gradevole profumo, vengono anche mescolati alle creme per il corpo (ne sono sufficienti pochissime gocce) o al profumo che si usa regolarmente, per trasformarlo in un oggetto di potere e caricarlo di un particolare imput energetico. Con gli olii esoterici si lavora anche su fotografia, ungendo i quattro angoli della foto. Un procedimento simile si usa anche nel fissaggio delle richieste e delle petizioni. Si deve scrivere la petizione, a matita, su un foglietto di carta marrone, di quella che si usa per confezionare i sacchetti del pane, quindi si ungono i quattro angoli del foglietto e lo si piega in quattro parti, verso di sé per attirare, verso l’esterno per bandire qualcosa. Naturalmente è sempre bene utilizzare in combinazioni polveri speciali che focalizzino lo scopo che ci si vuole prefiggere.

Curiosità Magiche

Il sistema magico di questo libro riguadagnò popolarità nel 19° e 20° secoli a causa degli sforzi di traduzione fatti da Samuel Liddell MacGregor Mathers, che pubblicò in inglese il libro The Book of the Sacred Magic of Abramelin the Mage, lo importò all’interno del sistema concettuale dell’Ordine ermetico della Golden Dawn, e in seguito nel sistema mistico della Thelema (creato nel 1904 da Aleister Crowley).

Secondo alcuni esoteristi, Mathers si servì come fonte della traduzione di una tra le copie de manoscritto più inaffidabile come base da tradurre, e conterrebbe molti errori e omissioni. La traduzione all’inglese successiva, fatta da Georg Dehn e da Steven Guth, che si basa sulle fonti più antiche e più complete, è eseguita in modo più professionale e completo. Dehn attribuì la paternità dell’orginale Libro di Abramelin al rabbino Yaakov Moelin (ebraico יעקב בן משה מולין; ca. 1365–1427), uno studioso del Talmud di origine giudaico tedesco. Da allora vi sono dispute su questa attribuzione.

Struttura

Il grimorio viene sviluppata come una sorta di romanzo epistolare oppure di autobiografia nel quale Abraham di Worms descrive il suo viaggio dalla Germania all’Egitto e rivela una serie di segreti di magia e della Kabbalah a suo figlio Lamech. Internamente il testo contiene come data di pubblicazione quella del 1458. (Uno potrebbe riconsiderare la data del testo, considerando che il libro che Nicolas Flamel portò in Spagna venne riconosciuto come facente parte del libro originale di Abraham il Mago, ma viene datato al 1378, ossia circa 80 prima.)

La story racconta di Abraham da Worms che passa i suoi segreti di magia e di Kabbalah a suo figlio, e racconta come acquisì questa sapienza. Abraham racconta come trova Abramelin il Mago che vive in un deserto al di fuori di un villaggio egiziano, Arachi o Araki, lungo il corso del Nilo. La casa di Abramelin si sarebbe trovata su di un piccolo colle circondato da alberi. Era un potente mago egiziano ma anche ebraico, e gli avrebbe insegnato una potente magia cabalistica. Era un “uomo anziano venerabile”, ed era molto cortese e gentile. Apertamente discuteva di null’altro che del “Timore di Dio“, e conduceva una vita ben regolata e denunciava i mali derivanti dall'”acquisizione di ricchezze e beni.”

Prima di rivelargli i suoi segreti Abramelin fece promettere solennemente ad Abraham che avrebbe abbandonato i suoi “falsi dogmi” e che sarebbe vissuto “nella Via e nella Legge del Signore.” E in seguito diede ad Abraham due libri manoscritti che non doveva mostrare a nessuno, ma che copiare pazientemente da solo, chiedendogli dieci fiorini d’oro, che in seguito redistribuì a 72 poveri dello stesso villaggio di Arachi. Dopo il suo ritorno 15 giorni dopo, e dopo aver disposto della somma pattuita, Abramelin di nuovo chiese ad Abraham di fare un giuramento solenne che prevedeva di “servire e temere” il Signore, e di “vivere e morire nella sua più Sacra Legge.” Dopo questo, Abramelin fece ad Abraham il dono della “Scienza Divina” e della “Vera Magia” contenuto nei due manoscritti, che doveva seguire e dare soltanto a quelli che conosceva bene.

Origine

Il libro esiste nella forma di sette manoscritti e di una edizione stampata relativamente recente. La provenienza del testo non è stata identificata definitivamente. I primi manoscritti sono le due versioni che datano da circa il 1608, sono scritte in tedesco ed ora si trovano a Wolfenbüttel. Altri due manoscritti si trovano a Dresda, e datano da circa il 1700 al 1750 rispettivamente.

La prima versione stampata, anch’essa in tedesco, data al 1725 e venne stampata a Colonia da Peter Hammer. Una copia parziale in ebraico si trova nella Bodleian Library di Oxford, e risale al 1740 circa. Una copia manoscritta esisteva in francese nella Bibliothèque de l’Arsenal di Parigi, istituzione fondata nel 1797. La copia francese purtroppo è scomparsa, ma resta disponibile su microfilm. Un’altro manoscritto in italiano del XVII secolo esiste all’interno del’Legato Martinengo’ della Queriniana di Brescia. Era parte della collezione del conte e qabbalista Leopardo Martinengo di Barco e Pallavicina.

Tutte le copie tedesche del testo consistono di quattro libri: un racconto autobiografico dei viaggi di Abraham of Worms all’Egitto, un libro di materiali assortiti dal corpo della Kabbalah pratica (includendo alcuni duplicati nel grimoire ebraico-tedesco noto come “Il Sesto e Settimo Libri di Mosè”) e i due libri che sarebbero stati consegnati da Abramelin ad Abraham il Mago. La nota traduzione inglese fatta da S.L. MacGregor Mathers dal manoscritto in francese di Parigi contiene soltanto tre dei quattro libri. La versione ebraica presente ad Oxford è limitata al primo libro, che non contiene riferimenti ad ulteriori libri.

Di tutte le fonti esistenti, i manoscritti tedeschi di Wolfenbüttel e Dresden sono considerate dagli studiosi come i testi più autorevoli. Secondo lo scolastico della Kabbalah Gershom Scholem, la versione in ebraico presente ad Oxford sembra tradotta in ebraico provenendo da un testo tedesco.[9] Un analisi della grafia e del linguaggio usati nel manoscritto francese indica che è databile al 18° secolo, e anch’esso sembra piuttosto copiato da un originale tedesco. Anche se l’autore cita passi dal Libro dei salmi ebraico, la versione di partenza non è quella ebraica; piuttosto, si tratta di un testo proveniente dalla Vulgata (La Bibbia più antica in latino), una traduzione della Bibbia impiegata dai Cattolici romani a quei tempi.

Lo studioso dell’esoterismo Georg Dehn ha promosso l’idea che l’autore del Libro di Abramelin fosse il rabbino Yaakov Moelin ( in lingua ebrea יעקב בן משה מולין; ca. 1365–1427), un talmudista ashkenazi e posek (authorità sulla legge ebraica). (ref Georg Dehn, The Book of Abramelin: A New Translation, transl. by Steven Guth, Ibis Publishing, 2006)

Operazioni cabalistiche di Abramelin

Il testo descrive un rituale elaborato, con lo scopo di ottenere la “sapienza e la conversazione” dell'”angelo custode” del mago. I preparativi sono elaborati, difficili, e protratti nel tempo. Tutti i testi in tedesco descrivono una preparazione per l’opera di 18 mesi prima che qualsiasi divino contatto possa essere tentato. Nella traduzione fatta da Mathers, la fase iniziale di lavoro dura soltanto sei mesi.

Durante il periodo preparatorio, il mago deve pregare giornalmente prima dell’alba e di nuovo al tramonto. Durante questa fase preparatoria vi sono molte restrizioni per il mago: deve essere osservata la castità, si deve astenere dalle bevande alcoliche, e deve compiere i suoi altri lavori e professione con scrupolosa giustizia.

Soltanto allora il Sacro Angelo Guardiano apparirà e rivelerà segreti magici.

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